FIRENZE, ORDIGNO DAVANTI A LIBRERIA DI CASAPOUND: FERITO GRAVEMENTE (MA NON E' IN PERICOLO DI VITA) L’ARTIFICIERE DELLA POLIZIA IMPEGNATO A DISINNESCARLO (da corriere.it)

lunedì 02 gennaio 2017

Di seguito, la notizia apparsa oggi sui giornali. Tutta Ficiesse è vicina con affetto al coraggioso Agente della Polizia di Stato.

 

Da http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/17_gennaio_01/

FIRENZE, ORDIGNO DAVANTI A LIBRERIA DI CASAPOUND: FERITO ARTICIERE

La bomba era dotata di timer: la libreria fa riferimento al movimento di estrema destra. Il poliziotto ferito ha perso un occhio e la mano sinistra. Perquisizioni nell’ambiente dell’area anarchica degli uomini della Digos

di Simone Innocenti

L’allarme è arrivato alle 3,30 quando una volante in borghese ha notato un involucro penzolare da una finestra di via Leonardo da Vinci. Non una finestra qualsiasi, però. Ma una finestra di una libreria, vicinissima a Casa Pound. Ecco perché la polizia ha chiamato gli artificieri: in quel momento un sovrintendente di 39 anni, originario della provincia di Salerno, sposato e in servizio presso la squadra artificieri della questura di Firenze, era a casa sua. Il poliziotto aveva finito la sua giornata lavorativa, bonificando gli obiettivi sensibili della città per controllare che non ci fossero problemi. Si è rivestito ed è tornato al lavoro. Alle 4,40 — quando la zona era già stata transennata dalla polizia — è arrivato sul posto per disinnescare l’ordigno. Attorno alle 5.30 lo scoppio: la bomba gli è letteralmente esplosa tra le mani.


Non è in pericolo di vita

L’agente, ricoverato all’ospedale di Careggi, è stato sottoposto a due interventi chirurgico. Non è in pericolo di vita, ma ha perso l’occhio e gli è stata amputata la mano sinistra. Nel primo intervento, l’equipe di chirurgia della mano del Cto, diretta dal dottor Massimo Ceruso, ha dovuto eseguire l’amputazione della mano. Nel secondo, si apprende dall’ospedale di Careggi, il poliziotto è stato operato all’occhio per la rimozione dei frammenti dell’ordigno. L’intervento, eseguito dall’equipe oculistica del dottor Stanislao Rizzo, ha consentito la ricostruzione del bulbo oculare. Se e quanta capacità visiva si sarà conservata potrà essere stabilito solo fra qualche settimana. La prognosi è riservata. 

La matrice politica

Gli agenti della pattuglia che ha avvistato l’ordigno, lasciato davanti all’ingresso della libreria, hanno capito subito che il pacco sospetto non poteva essere, per dimensioni e forma, un grosso petardo della notte di San Silvestro: l’involucro in cui si trovava era confezionato con carta o stoffa. Al vaglio degli agenti della Digos le telecamere della zona: col passare delle ore è sempre più chiaro che quella bomba — non un oggetto artigianale ma un ordigno con tanto di timer — «è da mettere in relazione alla natura politica dell’obiettivo». La Digos sta facendo il giro della zona per cercare telecamere che possano in qualche modo aver ripreso la scena o parte della scena: è importante capire se ci fosse un commando o meno. Al momento non c’è stata alcuna rivendicazione. È escluso che la bomba fosse una trappola per gli agenti. Secondo le prime informazioni — raccolte dagli investigatori — è quasi certo che l’obiettivo fosse arrecare danni alla libreria e ad eventuali frequentatori. 

Perquisizioni

Circa 10 perquisizioni sarebbero già state effettuate nell’ambiente dell’area anarchica a Firenze. Sequestrato materiale ora al vaglio degli investigatori della Digos. Secondo quanto appreso, la bomba, di tipo artigianale, conteneva anche parti metalliche. Per intensificare l’attività di indagine, in giornata sono stati richiamati in servizio agenti della Digos. 

Minniti: «Vile atto di violenza, solidarietà all’agente»

«È un vile atto di violenza che va condannato con fermezza», ha detto il ministro dell’Interno, Marco Minniti, esprimendo «vicinanza e piena solidarietà all’artificiere della Polizia di Stato ferito mentre svolgeva il suo servizio» e al quale ha rivolto auguri di pronta guarigione. «Continueremo a tenere alta la guardia e faremo di tutto per assicurare alla giustizia i responsabili di questo gesto criminale», ha aggiunto il Ministro, che è in stretto contatto con il Capo della Polizia, Franco Gabrielli, fin dai primi momenti dopo l’accaduto. «Ancora una volta — ha proseguito — un rappresentante della Polizia di Stato paga un alto prezzo, rischiando anche la vita, per garantire la sicurezza dei cittadini e ciò a dimostrazione della straordinaria efficienza del sistema di controllo del territorio posto in essere»

La condanna del questore e del sindaco Nardella

«È un fatto gravissimo, dobbiamo prendere il colpevole», le prime parole del questore Alberto Intini che si è recato a Careggi per far visita al poliziotto ferito, insieme ad altri colleghi dell’agente. «Condanno duramente quanto avvenuto a Firenze: si tratta di un episodio gravissimo e senza alcuna giustificazione. All’agente ferito va la solidarietà mia e dell’intera città. I colpevoli deve essere presto assicurati alla giustizia. Firenze è città di pace e non è rappresentata da orrori di questo genere», ha detto il sindaco Dario Nardella che ha espresso solidarietà in nome all’agente e che ha voluto mostrare la vicinanza della città all’agente ferito e alla polizia facendogli visita in serata al Cto di Careggi. 

E quella del cardinale Betori

«Esprimo la vicinanza mia e quella della Chiesa fiorentina all’artificiere della polizia ferito mentre compiva il suo servizio» ha detto l’arcivescovo di Firenze, cardinal Giuseppe Betori, auspicandone «una pronta guarigione». Betori ha espresso «una netta condanna dell’episodio di violenza con cui menti criminali hanno voluto insanguinare il passaggio dal vecchio al nuovo anno. La violenza non può essere mai no strumento di confronto politico e sociale». 

La solidarietà del prefetto Giuffrida

«Fatti come questo — ha detto il Prefetto Giuffrida — devono ricevere ogni condanna personale e sociale. Grazie al tempestivo intervento delle forze dell’ordine sono state evitate diverse e più gravi conseguenze, ma un artificiere della Polizia di Stato ha messo a repentaglio la propria incolumità per la tutela collettiva. La mia massima solidarietà e la mia più alta riconoscenza vanno al poliziotto che, nell’adempimento del proprio dovere, ha purtroppo riportato profonde lesioni a una mano e a un occhio», ha aggiunto il prefetto. «Sentite espressioni di vicinanza sono rivolte anche alla sua famiglia, che certamente immaginava un inizio migliore per il nuovo anno. I servizi preventivi di controllo e di pattugliamento del territorio recentemente disposti in sede di comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica con il massimo impiego di uomini e mezzi hanno prodotto i loro frutti e consentito di rinvenire l’ordigno durante l’attività di perlustrazione svolta da una volante». «A seguito dell’evento, saranno comunque effettuate ulteriori analisi della sicurezza, nel corso di prossime riunioni. Per l’impegno e la dedizione costantemente profusi ringrazio tutte le forze dell’ordine che, con il coordinamento del Questore di Firenze Alberto Intini, operano per la tutela e l’incolumità di ognuno di noi», ha concluso Giuffrida. 

Casapound

«Si tratta del terzo attentato messo a segno nell’ultimo anno contro il Bargello - sottolinea Gianluca Iannone di Casapound - Un attentato con una chiara matrice politica, come hanno sottolineato gli investigatori, che dovrebbe farci riflettere su da che parte stanno la ragione e la giustizia, la voglia di fare politica a viso aperto e di mettersi in gioco in modo franco e trasparente e da che parte c’è invece l’ottusità e la cecità di chi non riuscendo più a esprimere idee è costretto a ricorrere ad aggressioni, assalti alle sedi e pacchi bomba».

 


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