ECCO IL DOCUMENTO CONCLUSIVO APPROVATO ALL'UNANIMITA' DALL'ASSISE GENERALE DEI DELEGATI DELLA RAPPRESENTANZA MILITARE DELLA GDF: "QUESTA LA STRADA DA SEGUIRE SE SI VUOLE MODERNIZZARE IL CORPO E RIMOTIVARE IL SUO PERSONALE"

giovedì 24 gennaio 2008

(Documento conclusivo unitario approvato all'unanimità   e per acclamazione all'assise dei delegati della rappresentanza militare della Guardia di finanza - X mandato tenutasi in L'Aquila il 22 e 23 gennaio 2008)

"PER UNA MODERNA RAPPRESENTANZA"

L'AQUILA 22-23 GENNAIO 2008

La Guardia di Finanza, in forza delle riforme approvate dal Legislatore fra la fine degli anni '90 e l'inizio del nuovo secolo, è in via primaria una forza di polizia specializzata a cui sono affidati delicati compiti per la salvaguardia della legalità  economico finanziaria e di concorso nel mantenimento dell'ordine e della sicurezza pubblica. La sua rimodulata missione la rende coerente rispetto alla ridefinizione del Ministero dell'Economia e delle Finanze nel frattempo realizzata.

A tutti i suoi appartenenti è richiesta una sempre più specifica e complessa professionalità .

Con orgoglio affermiamo che essa oggi costituisce un patrimonio del Paese e un efficiente strumento per la tutela dei diritti dei suoi cittadini.

Nel corso degli ultimi anni anche altre importanti istituzioni sono state oggetto di profonde riforme. In particolare è stato chiarito il novero delle Forze Armate, che rispondono al Ministro della Difesa, tra le quali non è, e non potrebbe essere altrimenti, ricompresa la Guardia di Finanza.

Il nuovo assetto del Corpo ne accentua la specificità  e rinforza la necessità , unanimemente condivisa da quest'assembla, che i Finanzieri possano individuare chiaramente il loro referente politico nel Ministro dell'Economia e delle Finanze, superando una volta per tutte l'arcaico modello che li inserisce impropriamente nel Cocer interforze affiancato al Capo di Stato Maggiore della Difesa e che vede come riferimento il Ministro della Difesa, Autorità  alle quali, in tempo di pace, non sono attribuite responsabilità  con riguardo all'attività  di servizio dispiegata dai suoi appartenenti.

L'improcrastinabile superamento dello strumento di rappresentanza regolato dalla legge 382/78 è anche reso indispensabile dalla sua più volte rilevata incapacità  di tutelare effettivamente i diritti e gli interessi degli appartenenti a un moderno Corpo di polizia.

Quest'assemblea unanimemente ritiene, infatti, che uno strumento moderno di tutela debba essere:

- esterno e autonomo dall' Amministrazione, realizzando, nell'interesse dei finanzieri e dell'efficienza della stessa Guardia di Finanza, la separazione fra la linea di comando e l'organo di tutela del personale;

-   giuridicamente in grado di contrattare, sia al primo sia al secondo livello. In quest'ambito, anche alla luce dell'evoluzione dell'assetto dello Stato, va ricompresa la possibilità  di interfacciarsi con le Regioni e gli enti locali per le materie di loro competenza;

-   capace di tutelare concretamente, sia sul piano collettivo sia su quello individuale, il personale anche attivando procedure di conciliazione e di arbitrato che permettano di limitare il ricorso al contenzioso in sede giudiziaria.

In questa prospettiva l'assemblea esprime il suo deciso dissenso sul nuovo assetto della rappresentanza militare delineato dal testo unificato messo a punto dal Comitato ristretto della Commissione Difesa del Senato, ritenendolo inidoneo a sciogliere, tra l'altro, i nodi di fondo innanzi delineati.

Si richiede quindi al Parlamento, e alle forze politiche che lo compongono, di voler affrontare la tematica con una visione innovativa e moderna, capace di corrispondere alle aspettative dei finanzieri e di far crescere il sistema di tutela fino a renderlo coerente rispetto ai migliori standard europei.

Quest'assemblea ritiene che la soluzione vada individuata nell'estensione anche ai finanzieri del modello sindacale gi� previsto per le Forze di polizia a ordinamento civile o nella costituzione di un'associazione professionale autonoma ed esterna all'amministrazione, democraticamente articolata, che permetta il conseguimento di un analogo livello di tutela dei diritti collettivi e individuali.

In questa prospettiva l'assemblea conferisce mandato al Cocer ad adoperarsi presso i competenti organi parlamentari per verificare quali forze politiche che li compongono sono disponibili a sostenere tali soluzioni.

Il Cocer riferirà  costantemente agli organi confluenti l'esito della sua attività  ed entro la fine del corrente anno, se non possibile prima, li attiverà  per le iniziative che saranno ritenute più idonee al conseguimento degli obiettivi prefissati.

L'assise sin da subito chiede al Cocer, quale gesto di "dissenso politico", di non riconoscersi più nel Cocer interforze, in quanto sede inidonea a veicolare la risoluzione delle problematiche del personale rappresentato.

L'assise impegna, altresì, i delegati ai vari livelli cobar e coir ad attivarsi affinchà© chiedano ed ottengano il sostegno, alle rivendicazioni del presente documento, da parte degli organi politici locali e dei parlamentari sul territorio.

L'Aquila 23 gennaio 2008

  

 


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