RICEVUTE, SCONTRINI E VERIFICHE: DOVE SBAGLIA (E DOVREBBE MIGLIORARE) LA GDF

mercoledì 01 febbraio 2012

RICEVUTE, SCONTRINI E VERIFICHE: DOVE SBAGLIA (E DOVREBBE MIGLIORARE) LA GDF

Di seguito, il testo del messaggio postato dall’utente non registrato con nick “Gialloverde” nel forum internet di Ficiesse (
http://www.ficiesse.it/f_messaggi.php?id_topic=13414&page=2&p=362876#on).


Le sottolineature sono della redazione del sito.

TOPIC: Blitz Gdf a Milano, segue quello dell'Agenzia la sera prima, attività coordinata o facimm' ammuina?

 

MESSAGGIO SCRITTO DA: GIALLOVERDE, MERCOLEDÌ 01 FEBBRAIO 2012 16:46:27

TESTO


Il Corpo non dovrebbe avere come obiettivo quello di totalizzare una serie di controlli.
Così agisce con la stessa logica propagandistica degli americani in Vietnam, quando misuravano l'efficacia della loro azione sul numero di caduti avversari in rapporto alle loro perdite. Allora non capivano che il nemico poteva permettersi di perdere migliaia di vite per ogni americano ucciso.
L'obiettivo era politico e non materiale: dimostrare l'impossibilità di soggiogare il Vietnam e per raggiungerlo ogni morto americano, indipendentemente dalle migliaia di caduti subiti, rappresentava una sconfitta per gli Usa. Un obiettivo politico che, difatti, gli Usa non conseguirono.

Lo scopo del Corpo quale polizia tributaria ( o economico finanziaria) non è quello di incrementare le contestazioni, ma farle diminuire, stimolando attraverso la propria azione una maggiore propensione al rispetto delle norme e attraverso questo aumentare effettivamente gli incassi dello Stato.


Questo obiettivo, guardando i numeri non viene conseguito, anzi l'evasione e la percezione di essa è in continuo aumento, così come, fra gli addetti ai lavori, quella della scarsa pericolosità della Finanza. La mera assegnazione di traguardi numerici, generalmente, limita la discrezionalità dell'azione vincolandola ad un obiettivo non valicabile indipendente dalla potenzialità della area sottoposta all'attività ispettiva.


Parliamo di scontrini. Solo 750mila controlli, appunto in un paese di 60 milioni di abitanti con milioni di esercizi commerciali e attività professionali potenzialmente controllabili. Non bisogna considerare quanti controlli vengono fatti e di essi quanti hanno un esito che si conclude in una contestazione. Bisognerebbe, invece, considerare l'incidenza percentuale, sulla platea dei contribuenti potenzialmente sottoposti a controllo, dei numeri assegnati. Allora si vedrebbe che tale numero complessivo corrisponde solo una minima parte della vasta platea dei soggetti da sottoporre a controllo.

Se poi si guardano le modalità di esecuzione di questi servizi si vede che sconfinano solitamente in una piatta routine. Ai colleghi viene solo detto di massimizzare il risultato, vengono assegnati una manciata di nominativi o una zona specifica, e, a consuntivo la bontà del servizio svolto viene misurata dal numero di rilievi.


L'incidenza sul fenomeno è minima, i settori non sono selezionati con particolare cura, quindi non vengono fatte e non si possono fare delle riflessioni analitiche suddivise per categorie, per fasce orarie, e ricavare indicatori di maggiore o minore propensione all'illecito, nè studi sulla maggiore o minore tendenza all'illecito per aree geografiche, zone, estrazione sociale, e così meglio orientare ulteriori servizi.


Poiché la maggior parte dei controlli sono rappresentati da scontrini allo scopo di incrementare il numero delle contestazioni, sfugge quella platea di contribuenti costituita dai professionisti che rilasciano ricevuta, trascurati perché, dovendo noi, appunto, privilegiare il risultato spicciolo, si preferisce scegliere la preda facile: il baretto, il panificio, il negozietto, spesso realtà economiche in difficoltà, che non hanno protettori o non vantano conoscenze che li salvaguardino dal controllo (meglio non toccare il medico, il dentista o altri professionisti con amici potenti oppure perchè utili).


Parliamo di verifiche. Come per tutti gli illeciti il disincentivo a delinquere, è rappresentato dalla possibilità di essere scoperto e dalla certezza di una punizione, non dalla gravità della sanzione. Ad esempio, se in una zona un reparto ha una platea potenziale di 10mila attività commerciali da verificare e un carico assegnato annuale, mettiamo di 10, è evidente che la bassissima probabilità per il contribuente di essere controllato lo induce, indipendentemente dalla gravità della sanzione, a tentare la fortuna, quando il controllo è solo una infausto e altamente improbabile accidente di percorso.


A questo riguardo erano più utili e incisivi i progetti operativi su alcune realtà economiche, estesi su tutto il territorio nazionale, di una regione o una provincia, che, sfruttando l'impatto mediatico, terrorizzavano i disonesti i quali sentendosi al centro dei riflettori erano indotti a comportarsi con maggiore accortezza.


Non illudiamoci con gli argomenti che utilizziamo per convincere l'opinione pubblica che il nostro lavoro è incisivo e salvaguarda gli interessi della collettività.


In realtà possiamo cantarcela e suonarcela come vogliamo, ma il nostro approccio operativo, metà amministrativo e metà di polizia non è né carne né pesce, è dilettantistico, da noi abbondano i tributaristi, gli esperti contabili, capaci si di sviscerare carte contabili e districarsi nei bilanci. Mancano gli strateghi quelli che programmano nel lungo periodo, che esaminano, analizzano e impostano i servizi generali in vista di risultati che abbia o di sostanziale qualcosa di diverso dai rilievi del singolo verbale.


La distribuzione territoriale dei nostri reparti non segue logiche di potenzialità del territorio e di pericolosità fiscale dei soggetti, ma criteri pseudoassistenziali quali quello di trovare un posticino ad ogni costo ai militari anziani che aspirano (legittimamente, per carità) di tornare a casetta. Ecco dunque un sud rigurgitante di militari che sanno lavorare poco, che non possono o non vogliono operare fuori dagli uffici e un nord sguarnito e lasciato ad evadere.


Pochi eclatanti risultati per quanto meritori e qualificanti, slegati l'uno dall'altro. sono solo lampi di luce in una notte buia non possono cambiare il contesto generale non fanno sistema.

GIALLOVERDE

Tua email:   Invia a: