LA MIA DIVISA NON HA MACCHIE - di Angelo Voza

lunedì 27 gennaio 2014


LA MIA DIVISA NON HA MACCHIE - di Angelo Voza


Spettabile Ficiesse,

sono e mi chiamo Angelo Voza e con onore ed amore ho servito e continuo a servire le mie Fiamme Gialle.

Dopo due anni di silenzio e sofferenza, inizio finalmente a intravedere l’uscita del tunnel nel quale sono stato trascinato di colpo, solo ed esclusivamente per aver fatto il mio dovere: la redazione di una relazione di servizio dovuta per l’articolo 55 del codice di procedura penale. Dopo il sequestro di un immobile di valore, il titolare, come aveva già fatto in altre circostanze con altri appartenenti alla Guardia di Finanza,  mi ha accusato di aver commesso dei reati.

Mi sono trovato inghiottito, così, in un vortice assurdo di denunce completamente infondate per illeciti da me assolutamente mai commessi. E infatti le indagini effettuate nei miei confronti non hanno rilevato riscontri di alcun genere, la Magistratura ha stabilito che le accuse erano TUTTE FALSE e la mia posizione è stata archiviata per "infondatezza della notizia di reato". E anche l'Agenzia delle Entrate ha verificato la mia posizione e quella della mia famiglia, ha riscontrato una situazione "oltre la congruità" ed ha archiviato.

 

Mi è stato restituito, così, grazie a Dio, il mio onore e vi assicuro che non è stato facile, perché in questi anni di travaglio più volte mi sono tornate alla memoria le parole di un famoso avvocato penalista che un giorno, negli anni '80, a Trapani, mi disse: “Guardi, Brigadiere, è più difficile difendersi da innocente che da colpevole".

In questo lungo periodo di sofferenze mi spiace di aver trovato pochissimi che hanno compreso l’accanimento  vendicativo di cui ero vittima e ho addirittura sentito viaggiare nei corridoi l’idea non di presunta innocenza ma di “presunta colpevolezza”. E per due anni: distanza, silenzio, accantonamento in un ufficio anonimo, dietro lo schermo di un computer.

 

Ma la regola militare non era quella che non si abbandona un collega ferito sul campo di battaglia?

 

Ho sofferto, ho ingoiato amarezze, ho atteso in silenzio. Il mio pensiero era ed è quello di restituire al termine del servizio la mia uniforme “pulita” così come mi è stata consegnata tanti anni fa, certo di aver onorato in ogni momento le mie amate Fiamme Gialle.

 

Con stima e affetto porgo a Voi sinceri saluti.

 

 

ANGELO VOZA 



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