FESTA DEL CORPO 2003: LA SAGGEZZA ANTICA DELL'ORGANIZZAZIONE FEMMINA - di Giuseppe Fortuna

martedì 24 giugno 2003

Una festa molto diversa, questa del Circo Massimo, rispetto a quella del 2002.

L'anno scorso fu scelta la spettacolarità , con un'esibizione muscolare imponente di navi e di elicotteri nel braccio di mare antistante la città  vecchia di Bari.

Stavolta, invece, si è puntato sulla sobrietà  delle forme e sulla essenzialità  dei contenuti, senza mancar di sottolineare agli occhi delle autorità  presenti le origini antiche dei finanzieri.

Chi, tra gli appartenenti al Corpo, aveva apprezzato lo splendore della festa di Bari sarà  rimasto forse un po' deluso da quest'ultima celebrazione, ma noi crediamo sia stata fatta la scelta giusta.

Proprio in questi mesi, infatti, sono in gestazione riforme profonde su temi come la devoluzione, la polizia locale, l'immigrazione clandestina, il contrasto all'economia sommersa.

Tematiche nelle quali la Guardia di Finanza ha un ruolo centrale e può ancora schierare personale di buona caratura professionale. Ma nelle quali non può fare la voce grossa, per la sua naturale debolezza dovuta al fatto che non esercita alcuna funzione essenziale e prioritaria e che può soltanto operare a supporto o in concorso agli altri soggetti pubblici.

Questo, in soldoni, vuol dire che mentre amministrazioni come le dogane e la polizia ci saranno sempre perchà© interpretano funzioni essenziali e irrinunciabili dello Stato, la Guardia di Finanza può benissimo non esserci, come infatti non c'è in nessun altro paese d'Europa e del mondo occidentale.

Per sopravvivere, quindi, bisogna essere più bravi, più efficienti, più flessibili degli altri. In una parola, bisogna diventare indispensabili per ministri, giudici e pubbliche autorità .

E' stata esattamente questa, d'altra parte, la strategia seguita dal Corpo dai primi anni Settanta fino alla fine del secolo appena trascorso: un mix di prudenza e di capacità  di ascolto e di ideazione.

Così, da una parte, si è cercato di evitare il più possibile gli scontri con le amministrazioni forti, quelle, come detto, che sono e saranno sempre titolari di funzioni prioritarie e insopprimibili; dall'altra, si è riusciti a individuare i punti di debolezza dei competitori istituzionali e a creare al proprio interno le condizioni per lo sviluppo di professionalità  superiori alle loro.

Ma negli ultimi anni la situazione è radicalmente cambiata.

Le amministrazioni "concorrenti" si sono riorganizzate e hanno fortemente recuperato in termini di flessibilità , efficacia e professionalità , mentre la Guardia di Finanza subisce un evidente, progressivo ridimensionamento degli obiettivi nel settore delle verifiche fiscali e palesa una preoccupante incapacità  a comprendere le cause di fenomeni come l'esodo degli ufficiali e a reagire.

Cosa vuol fare su questi fronti il Corpo? Come potrà  mantenere la sua identità  culturale e la sua capacità  professionale se, pian piano, viene estromesso dall'esercizio dei poteri degli uffici? Che avverrà  se gli ispettori che si stanno laureando grazie ai crediti formativi dovessero trovare sbocchi più convenienti nelle agenzie fiscali o negli enti locali?

Ecco, quindi, l'augurio che facciamo di vero cuore alla Guardia di Finanza nell'anniversario della sua fondazione. Che sappia trovare la strada migliore per il suo futuro. Con prudenza e capacità  di ascolto e di ideazione.

 

GIUSEPPE FORTUNA


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