PIU' POTERI ALLA POLIZIA LOCALE. CON LA RIFORMA IN ARRIVO AUMENTERANNO COMPITI E DOTAZIONI (IL SOLE 24 ORE)
Da "IL SOLE 24 ORE" di lunedì 15 giugno 2009
Archiviata la vacanza elettorale, il Parlamento riprende il filo dei discorsi interrotti e ritrova ai primi punti dell`ordine del giorno la costruzione del «sistema integrato di sicurezza» a livello locale. Il disegno di legge sulla sicurezza, che dà più poteri ai sindaci nel controllo su cambi di residenza e occupazioni abusive, regolamenta le ronde e porta a 5oo curo le sanzioni minime delle ordinanze anti-degrado, aspetta l`ultimo via libera dal Senato. E dietro di lui scalpita la riforma della Polizia locale (primo firmatario il senatore Maurizio Saia, Pd1), che ha già ricevuto un`incoraggiante pacca sulla spalla dallo stesso ministro dell`Interno Roberto Maroni e che promette di far entrare a pieno titolo i 6omila ex vigili urbani tra i corpi armati impegnati nella pubblica sicurezza e nelle funzioni di Polizia giudiziaria.
Di sicurezza porta a porta, insomma, si parlerà ancora molto, visto il sicuro dividendo di consenso che l`argomento si porta con sé.
La conferma, puntuale e precisa è arrivata il 6 e 7 giugno; non solo dall`onda lunga della Lega, ma anche dalle realtà in cui il Pd ha limitato i danni conquistando ballottaggi o posizioni di testa tutt`altro che scontate alla vigilia.
Come a Bari, in Provincia di Milano o a Padova, dove l`insi- stenza sul tema da parte del sindaco Pd Flavio Zanonato (che è anche delegato Anci sulla sicurezza urbana) ha rialzato il partito di Franceschini fino a quota 28,4% (contro il magro 20,3% ottenuto a livello regionale), cioè la stessa percentuale ottenuta a livello regionale dalla Lega (che a Padova si ferma all`u%): e lo «sceriffismo» vero o presunto di Zanonato domina il dibattito verso il ballottaggio.
Mentre il Ddl sicurezza sta per aumentare di nuovo icompiti dei sindaci, la riforma della Polizia locale ora all`esame in commissione al Senato prova ad affinarne gli strumenti di intervento.
Il blocchetto delle multe, infatti, va sempre più stretto ai poliziotticomunali, e le novità contenute nel Ddl provano a tagliare definitivamente l`identificazione degli ex vigili urbani con il verbale sotto il parabrezza.
Il cardine del progetto è nella volontà di far entrare a pieno titolo gli ex vigili urbani nel campo della «pubblica sicurezza», superando le timidezze che la legge attuale (la 65 del 1986) mantiene nell`attribuzione delle funzioni di Polizia giudiziaria e, soprattutto, nella dotazione di armi.
Per centrare questi obiettivi, la norma in cantiere si muove sul crinale sottile dei rapporti con Regioni e autonomie, che sono i titolari della competenza sulla Polizia locale, per uniformare mezzi e organizzazione dei corpi, rompendo i confini regionali e locali che finora hanno limitato la dotazione di armi. Il disegno di legge, dopo aver chiarito che i poliziotti locali «portano senza licenza le armi in dotazione», rimanda aun regolamento del Viminale, da adottare d`intesa con la Conferenza Unificata, la disciplina dell`armamento, precisando che il decreto dovrà individuare i requisitipsico-fisici per l`affidamento delle armi e gli obblighi di enti e personale sulla tenuta e sulla custodia di armi e munizioni. Un altro regolamento, con lo stesso iter, dovrà unificare le uniformi e il colore dei mezzi di servizio.
Anche sui compiti di Polizia giudiziaria, il progetto è quello di forzare le rigidità della vecchia legge, sullabase del presupposto che in molte procure la prassi ha già imposto di superare i vincoli territoriali e di materia imposti dalla legge del 1986.
Tradotto in pratica, significa far lavorare i poliziotti municipali fianco a fianco con carabinieri e Polizia, permettendo loro l`accesso (previa individuazione dei soggetti autorizzati) alle banche dati del ministero dell`Interno, oltre a quelle di Pra, motorizzazione civile e Camere di commercio.
Se approvata in questi termini, la norma estenderebbe la platea di, quanti possono consultare le informazioni del casellario giudiziario dei soggetti fermati, con l`unico limite fissato dai tradizionali vincoli di se- gretezza degli atti d`indagine, ampliando di conseguenza anche le esigenze di controllo sui flussi di informazioni.
Per completare il quadro, il progetto prevede la definizione di un contratto ad hoc perla Polizia locale, traghettando gli agenti municipali fuori dalle regole dei dipendenti di Regioni ed enti locali. In tempi di riduzione dei comparti pubblici, già annunciata dal ministro della Pubblica amministrazione, la cosa non è semplice, ma il confronto con Brunetta è già stato avviato e gli argomenti a sostegno non sono peregrini. Difficile, infatti, regolare (e remunerare) adeguatamente le indennità di rischio, di disagio, di servizio festivo o notturno dei poliziotti locali con un contratto che nasce per gli impiegati dell`anagrafe o della ragioneria comunale.
Accanto agli incrementi economici, la prospettiva contempla però anche la razionalizzazione organizzativa, con gli stessi criteri seguiti per altri ambiti locali dal Codice delle autonomie in arrivo dal ministero della Semplificazione. La leva è quella della gestione associata del servizio,,che già oggi è seguita spontaneamente in molti Comuni ma che nel nuovo orizzonte diventerà obbligatoria.
Per costituire un corpo, infatti, saranno necessari 15 dipendenti, e chi non metterà insieme le forzd vedrà passare le competenze alla Provincia.
Gianni Trovati