Associazione

Il 14 maggio del 1999 convennero all’Hotel Jolly di Roma 47 persone provenienti da diverse regioni d’Italia per costituire l’associazione culturale “Finanzieri Cittadini e Solidarietà  – Ficiesse”.

La loro intenzione era quella di creare all’interno della struttura e di mettere a contatto tra loro due componenti di cittadini: quella dei militari in servizio nella Guardia di finanza e quella dei cittadini comuni. Queste componenti dialogano e interagiscono all’interno e all’esterno dell’associazione sulle questioni d’interesse per la Guardia di finanza, come il contrasto all’evasione, l’efficienza delle pubbliche amministrazioni, l’individuazione delle cause di fenomeni come la corruzione, il miglioramento delle condizioni del personale e tanti altri, al fine ultimo di superare quella che noi riteniamo essere una delle caratteristiche più inadeguate e frenanti della concezione tradizionale della militarità , la SEPARATEZZA.

Quello dei militari, infatti, era, allora, ed è in parte ancora oggi, un mondo chiuso in sà© stesso, impenetrabile e impermeabile alle forze vive della società  civile. Di quello che avviene all’interno delle caserme pochi parlano, pochi scrivono, pochi sembrano interessati a conoscere.

Eppure parliamo di una parte importante del Paese, perchà© ai militari è affidato il compito di difendere la sopravvivenza della società  politica e delle istituzioni democratiche. E di un settore che in Italia conta molto di più che negli altri paesi a democrazia avanzata, perchà© ad agenti con le stellette il nostro ordinamento affida non soltanto le funzioni fondamentali funzioni della difesa, ma anche altre altrettanto esiziali, quali l’ordine e la sicurezza pubblica, la repressione dei reati, le funzioni di polizia tributaria e finanziaria.

Ebbene, organismi con competenze così ampie, che gestiscono inevitabilmente poteri e funzioni di tale pervasivo rilievo, faticano, ancora oggi, ad avere reali presidi di controllo democratico al loro interno. Questione ancor più pressante da quando è venuto meno il controllo di popolo rappresentato dalla leva.

Tale funzione di contrappeso e garanzia non la possono svolgere gli organismi della rappresentanza militare come oggi configurati. Cobar, Coir e Cocer, infatti, sono improntati a logiche gerarchiche e paternalistiche, senza competenze sulle questioni che realmente interessano il personale, senza garanzie e tutele efficaci per i delegati, senza canali di comunicazione con la base e senza la disponibilità  di strutture di supporto autonome da stati maggiori e comandi generali. E, in più, con presidenti non eletti democraticamente, ma individuati “ex lege” nell’ufficiale di grado più elevato.

Le conseguenze sono gravi e numerose e si traducono, per il personale, in un ritardo evidente della condizione dei militari rispetto ai colleghi delle Forze di polizia civili, in un aumento del senso di frustrazione e di impotenza e nell’emersione di fenomeni quali l’esodo delle professionalità  migliori, la demotivazione e, a volte, i comportamenti opportunistici.

Per questo, è nell’interesse di tutti i cittadini che le istituzioni militari si aprano finalmente a forme di maggiore integrazione e partecipazione, per avvicinarsi sempre di più alla vita del Paese e SUPERARE LA LOGICA DELLA SEPARATEZZA.

I fondatori di Ficiesse hanno ritenuto importante, costituendo nel 1999 l’associazione, che la gente si interessi molto di più del mondo militare, che cominci a conoscerne realtà , la cultura e i meccanismi di funzionamento e che senta davvero le istituzioni militari come parte integrante del Paese.

I fondatori di Ficiesse hanno creduto anche che i militari, da parte loro, debbano vivere compiutamente la democrazia, la debbano “respirare” nei loro organi di rappresentanza e in associazioni di tipo professionale, come quelle che esistono in quasi tutti i paese d’Europa.

Questi i motivi per i quali è nata la nostra associazione e per i quali ancora oggi ci impegniamo e lavoriamo insieme.
 

I FONDATORI
DELL’ASSOCIAZIONE “FINANZIERI CITTADINI E SOLIDARIETà€ – FICIESSE"

Alfieri Giancarlo Maresciallo Venezia
Allocca Francesco Maresciallo Venezia
Barbantini Gustavo Avvocato Roma
Barrucci Fabio Brigadiere Rimini
Battaglia Roberto Sindacalista Rimini
Belcastro Domenico Brigadiere Genova
Biserna Sandro Sindacalista Roma
Bonucci Fabio Maresciallo Rimini
Brunoldi Renzo Sindacalista Piemonte
Calderaro Guido Maggiore Milano
Canu Giovanni Brigadiere Livorno
Casadio Giuseppe Sindacalista Roma
Castelli Stefano Appuntato Bologna
Cerviere Giacinto Maresciallo Bologna
Cimino Fabio Sottotenente L'Aquila
Corti Enrico Sindacalista Roma
Cosentino Antonio Finanziere Palermo
Curreli Salvatore Maresciallo Trieste
De Carlo Vincenzo Ten.Colonnello Roma
Digiovanni Enzo Capitano Trieste
Dori Maurizio Maresciallo Modena
Faedda Angelino Pensionato Livorno
Fortuna Giuseppe Colonnello Roma
Genovese Benedetto Brigadiere Rimini
Gerardi Alfonso Brigadiere Venezia
Germi Carlo Colonnello Udine
Ghezzi Carlo Sindacalista Roma
Giannico Pasquale Brigadiere Rimini
Giardullo Claudio Vice Questore Roma
Guarino Marco Maresciallo Piacenza
Lumia Giuseppe Parlamentare Palermo
Magro Antonio Capitano Trieste
Manotti Antonella Giornalista Roma
Martinelli Lorenzo Brigadiere Palermo
Montagna Donato Capitano Trieste
Montecchi Ugo Sindacalista Genova
Orlando Giosuè Sindacalista Venezia
Palmiero Nicola Maggiore Trieste
Pascarella Alfonso Appuntato Treviso
Risino Teodoro Maggiore L'Aquila
Roberti Antonio Brigadiere Riccione
Scarlino Francesco Brigadiere Bologna
Sinchetto Sergio Sindacalista Roma
Solinas Francesco Brigadiere Trieste
Toigo Rino Pensionato Livorno
Toigo Fulvio Finanziere Livorno
Viti Antonino Sindacalista Roma